Intarsiare è stato un hobby per qualche anno della mia vita, ma già allora desideravo parlare agli altri attraverso i miei disegni, i dipinti e gli intarsi: mi piaceva l’idea di esprimere con immagini i miei sentimenti, i valori e le idee, di emozionare qualcuno mostrandogli la forma delle mie sensazioni, di stupire i miei amici svelando loro una visuale nuova sulle cose di sempre e tenevo nel cassetto questo tesoro senza sapere bene come e quando l’avrei usato ma volendo che ciò prima o poi accadesse.
La paralisi mi ha privato di una grossa parte dei movimenti e quindi degli strumenti espressivi che possiede ogni persona. E allora ho sentito più urgente il desiderio di comunicarmi “altrimenti”.
Le idee fondamentali della mia pre-adolescenza sono rimaste le stesse. Si sono aggiunti alcuni aspetti che riguardano più da vicino la tecnica dell’intarsio e il materiale usato:

:: Il rispetto per la materia utilizzata,
che per me significa:
- Usare solo legni di colore naturale
- Sfruttare, per quello che posso e riesco, le caratteristiche di luminosità e conformazione delle venature, per determinare gli aspetti di sfumatura, lucentezza e volume desiderati
- Utilizzare anche fogli di legno interi, per sfruttarne a fondo la dimensione e non scartare alcuna parte
- Assecondare lo sguardo dell‘altro: quando il legno di fondo suggerisce in qualche modo ciò che intendo esprimere, non intervengo consistentemente per lasciare più spazio di immaginazione a chi lo osserva
- Armonizzare il soggetto di ogni quadro con la morfologia del legno di fondo, dando l'impressione che emerga e sfumi in esso, come se il tema fosse già presente nel foglio di legno e la mia opera sia consistita soprattutto nell'evidenziarlo

:: L'apprezzamento per i valori umani,
religiosi e naturali che spesso sono evidenti e quasi sempre sottintesi o suggeriti simbolicamente: bellezza, amore, amicizia, fratellanza, giustizia…
 
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