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Eseguo gli intarsi interamente a mano e in un solo esemplare
per soggetto. Utilizzo impiallacciature di
legno dello
spessore di 0.6-1 mm, ritagliando e incastonando i pezzetti
uno per uno e incollandoli successivamente ad un supporto
di panforte. Mi servo di circa 120 essenze provenienti
dai 5 continenti, rigorosamente naturali, non
trattate cioè con coloranti o sostanze che ne
modificherebbero la naturalità. L'unico intervento
artificiale è l'affumicatura di alcune parti,
là dove intendo rafforzare l'imbrunimento delle
fibre.
:: Lo strumento di taglio è un semplice
cutter mentre lo strumento di segno è quasi sempre
un rapidograph a china che non viene usato direttamente
sul legno da tagliare ma bensì su un nastro adesivo
trasparente con il quale ogni singolo pezzo viene coperto
prima del taglio. Più raramente utilizzo micromine
di grafite o colorate direttamente sul legno nudo.
Un altro strumento importante è il nastro adesivo:
ne utilizzo diversi tipi a seconda dello scopo specifico
per proteggere tutti i legni da fenditure e sbriciolamenti.
:: Altri strumenti di lavoro sono quelli
utilizzati normalmente per il disegno tecnico, per le
discipline artistiche e per le tecniche di lavorazione
del legno: tecnigrafo, righe, squadre, lenti di ingrandimento
e una efficace illuminazione (nel limite del possibile naturale) matite, pennelli
e colori per le bozze, macchine fotografiche per la
ricerca dei soggetti, attrezzi da falegname come lame,
raspe e carte abrasive, colle viniliche e a contatto
(Bostick), morse, traverse e pannelli di legno, carte, vernici e attrezzature adatte
per la loro applicazione.
:: La composizione di ogni quadro parte
dunque dalla scelta del soggetto: lavorando su commissione
mi sono sempre adeguato alle richieste dei committenti,
ma con il tempo ho potuto proporre loro sempre più
frequentemente idee mie che sentivo particolarmente
adatte ad essere realizzate con questa tecnica. Dal 2008 posso contare anche sulla presenza di un collaboratore. Questo mi ha permesso di dedicarmi di tanto in tanto alla realizzazione di idee che ritengo interessanti e che non mi erano ancora state commissionate: spesso sono immagini che vengono suggerite dalla stessa venatura dei fogli lignei che maneggio. Quasi sempre sono soggetti per i quali mi sento molto motivato. L’archivio
fotografico che ho accumulato negli anni è formato
dunque da soggetti fotografati da me o comunque selezionati
secondo criteri personali che mi rappresentano. Dalla
foto passo ad una bozza in cui normalmente aggiungo
particolari o luci che intendo attribuire
al quadro. La bozza viene ridisegnata al tecnigrafo
se devo eseguire particolari geometrici importanti o
con matite
e carboncini se devo realizzare ritratti o comunque
delle figure umane. In quest’ ultimo caso, il
disegno a matita viene ridotto in segmenti che definiscono
i confini precisi di ogni singolo tassello: è
una fase delicata perché le sfumature devono
essere interrotte in un punto preciso per rendere appieno
il volume rappresentato.
:: Una volta ultimato il disegno, cerco
un legno di fondo adatto e quindi ridimensiono il disegno
sull’estensione del foglio di legno scelto. A
questo punto posso operare in due modi differenti a
seconda dei casi:
- Il disegno definitivo viene ricalcato sul legno di
fondo per poi procedere al taglio e composizione di un tassello per volta
- Il disegno definitivo viene inciso come se fosse un
legno di fondo asportando la carta per inserire i legni
Ogni
singolo pezzo viene dunque ritagliato due volte: prima
nel legno di fondo (o nel disegno definitivo se questa
è stata la modalità scelta) e poi nel
legno che deve dare colore a quel singolo elemento del
quadro.
Una volta composto tutto il puzzle, il quadro viene
incollato, pulito e lucidato come un qualsiasi manufatto
in legno:
io utilizzo cere d’api e di carnauba ma all’occorrenza
anche vernici sintetiche.
:: Le cornici sono quasi tutte di mia produzione
e ideazione